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ISO-14971
admin Settembre 21, 2026 0 Comments
Arcadia MED · Gestione del rischio
ISO 14971 · MDR · Dispositivi medici

ISO 14971 è lo standard internazionale di riferimento per applicare la gestione del rischio ai dispositivi medici lungo l'intero ciclo di vita. Il processo collega identificazione dei pericoli, stima e valutazione dei rischi, misure di controllo, rischio residuo e informazioni provenienti da produzione e post-commercializzazione.⁠[1]

Nel quadro europeo, il risk management non è un documento isolato: il Regolamento (UE) 2017/745 (MDR) richiede un sistema continuo e iterativo, da aggiornare durante tutta la vita del dispositivo. La norma ISO 14971 offre il metodo tecnico con cui strutturare questo lavoro.⁠[3]

Edizione da conoscere in Italia: lo standard internazionale corrente è ISO 14971:2019, confermato da ISO nel 2025. In Italia è in vigore la UNI CEI EN ISO 14971:2022, che recepisce EN ISO 14971:2019 e l'amendment europeo A11:2021.⁠[1][2]

01 · Il riferimento tecnico

ISO 14971: cos'è e perché è centrale per i dispositivi medici

La ISO 14971:2019 specifica terminologia, principi e processo per la gestione dei rischi associati ai dispositivi medici, compresi il software come dispositivo medico e i dispositivi medico-diagnostici in vitro. Il suo obiettivo è rendere sistematiche le decisioni sulla sicurezza, dalla progettazione fino alle informazioni raccolte dopo l'immissione sul mercato.⁠[1]

La norma non assegna una classe di rischio al prodotto e non sostituisce la classificazione regolatoria del MDR. La classe I, IIa, IIb o III deriva dalle regole di classificazione; ISO 14971 riguarda invece il processo con cui il fabbricante individua, valuta e controlla i rischi del dispositivo.

Non è soltanto una matrice

Una matrice probabilità/gravità può essere uno strumento del processo, ma non coincide con il risk management. Servono pianificazione, analisi, criteri di accettabilità, controlli, verifiche, riesame e dati dal campo.

Non finisce con la marcatura CE

Il profilo di rischio deve essere rivalutato quando arrivano nuove informazioni da produzione, reclami, vigilanza, letteratura, PMS, PMCF, assistenza e modifiche di prodotto.

La ISO 14971 non stabilisce livelli universali di rischio accettabile: richiede che il fabbricante definisca criteri oggettivi appropriati. Nel mercato UE questi criteri vanno applicati insieme ai requisiti del MDR, che impone di ridurre i rischi secondo i principi dell'Allegato I e di considerare lo stato dell'arte e il rapporto benefici-rischi.⁠[2][3]

02 · Edizioni e armonizzazione

ISO 14971:2019, EN ISO 14971 e UNI CEI EN ISO 14971:2022: cosa cambia?

La numerazione può generare confusione perché lo stesso contenuto normativo viene pubblicato a livelli diversi. Per un'azienda italiana che opera nel mercato europeo è utile distinguere lo standard ISO internazionale, la versione europea armonizzata e il recepimento nazionale UNI.

Le versioni da distinguere
RiferimentoSignificato operativo
ISO 14971:2019Terza edizione internazionale. ISO l'ha riesaminata e confermata nel 2025, quindi resta l'edizione internazionale corrente nel 2026.⁠[1]
EN ISO 14971:2019 + A11:2021Versione europea con amendment A11:2021. Il riferimento è citato nella Gazzetta ufficiale dell'UE a sostegno del MDR e dell'IVDR.⁠[4]
UNI CEI EN ISO 14971:2022Recepimento italiano in vigore dal 21 aprile 2022; recepisce EN ISO 14971:2019 e A11:2021.⁠[2]

Norma armonizzata non significa norma obbligatoria. L'articolo 8 del MDR attribuisce una presunzione di conformità ai requisiti coperti dalle norme armonizzate i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale UE. Un fabbricante può adottare soluzioni diverse, ma deve poter dimostrare in modo adeguato il rispetto dei requisiti regolatori applicabili.⁠[3][4]

Per l'applicazione pratica esiste inoltre ISO/TR 24971:2020, documento guida non normativo che fornisce spiegazioni ed esempi per implementare ISO 14971. Nel 2026 il Technical Report è ancora pubblicato, ma ISO ha avviato la sua revisione verso una futura ISO/TS 24971-1.⁠[5]

03 · Il ciclo di gestione

Il processo ISO 14971 in otto passaggi operativi

Il risk management va pianificato e aggiornato in modo proporzionato al dispositivo. Le fasi seguenti riassumono la logica della norma senza sostituirne il testo ufficiale. Non sono attività da eseguire una sola volta in sequenza rigida: durante progettazione e post-market il processo può tornare sui passaggi precedenti.

  1. Pianificare la gestione del rischio

    Definire dispositivo e perimetro, responsabilità, criteri di accettabilità, modalità di verifica, criteri per il rischio residuo complessivo e attività di raccolta delle informazioni di produzione e post-produzione.

  2. Definire uso previsto e uso scorretto prevedibile

    Descrivere destinazione d'uso, utilizzatori, popolazione, ambiente, caratteristiche rilevanti per la sicurezza e situazioni ragionevolmente prevedibili che possono influenzare il profilo di rischio.

  3. Identificare pericoli e sequenze di eventi

    Individuare sorgenti potenziali di danno e analizzare come, durante funzionamento normale o condizioni di guasto, si possa arrivare a una situazione pericolosa e quindi a un danno.

  4. Stimare e valutare i rischi

    Stimare la combinazione tra probabilità del danno e gravità delle conseguenze, quando possibile, e confrontare il risultato con i criteri definiti nel piano.

  5. Individuare le misure di controllo

    Privilegiare sicurezza intrinseca di progetto e fabbricazione, quindi misure di protezione e, infine, informazioni di sicurezza e formazione quando necessarie.⁠[3]

  6. Verificare implementazione ed efficacia

    Dimostrare che i controlli previsti siano stati realmente implementati e che funzionino. Un requisito scritto o una modifica proposta non è una misura efficace finché non è verificata.

  7. Valutare rischi residui e quadro complessivo

    Rivalutare i rischi dopo i controlli, esaminare eventuali nuovi rischi introdotti e valutare il rischio residuo complessivo del dispositivo, insieme ai benefici attesi.

  8. Riesaminare e alimentare il ciclo post-market

    Confermare che il piano sia stato eseguito e che il sistema per raccogliere e valutare informazioni dal mercato sia attivo. I nuovi dati possono richiedere una revisione dell'analisi e dei controlli.

04 · Il linguaggio del risk management

Pericolo, situazione pericolosa, danno e rischio: non sono sinonimi

Molte analisi deboli nascono dal mescolare concetti diversi nella stessa riga della tabella. La logica corretta separa la sorgente del potenziale danno, le condizioni che espongono persone o cose a quella sorgente e la conseguenza finale.

Pericolo
Una sorgente potenziale di danno. Può essere collegata, per esempio, a energia elettrica, materiali, radiazioni, caratteristiche meccaniche, contaminazione, informazioni, software o uso del dispositivo.
Sequenza di eventi
Il percorso che porta dal pericolo a una situazione in cui il paziente, l'utilizzatore o un'altra persona può essere esposta.
Situazione pericolosa
La circostanza in cui una persona, un bene o l'ambiente risultano esposti a uno o più pericoli.
Danno
La conseguenza negativa effettiva, per esempio una lesione, un peggioramento dello stato di salute o un danno a beni o ambiente secondo il perimetro applicabile.
Rischio
Combina la probabilità che si verifichi un danno con la gravità di quel danno. Non è semplicemente il nome del guasto o del pericolo.

Errore tipico: scrivere “batteria scarica = rischio medio”. La batteria scarica è una condizione o un evento tecnico; l'analisi deve chiarire quale funzione viene persa, quale situazione pericolosa si crea, quale danno può derivarne e con quale probabilità.

05 · Decisioni e criteri

Criteri di accettabilità, matrice dei rischi e analisi beneficio-rischio

ISO 14971 richiede criteri oggettivi per stabilire come valutare i rischi, ma non impone una matrice universale 3x3 o 5x5, non assegna soglie valide per tutti i dispositivi e non richiede uno specifico indice numerico come l'RPN. Il metodo deve essere coerente con il dispositivo, con i possibili danni e con la politica del fabbricante.⁠[2]

Quando si utilizza una matrice, probabilità e gravità devono essere definite in modo comprensibile. Le categorie devono avere un significato operativo e le fonti utilizzate per stimare i valori devono essere tracciabili: test, dati clinici, letteratura, reclami, dati di dispositivi comparabili o giudizio esperto documentato.

Tre domande diverse da non confondere
DomandaCosa bisogna dimostrare
Il rischio iniziale è accettabile?Applicare i criteri stabiliti nel piano per decidere se e quali misure di controllo siano necessarie.
Il rischio residuo è accettabile?Rivalutare il rischio dopo i controlli e verificare che le misure non abbiano generato nuovi rischi non gestiti.
Il rischio residuo complessivo del dispositivo è accettabile?Valutare il profilo globale dopo aver considerato tutti i rischi residui, i benefici attesi e le evidenze disponibili.

Nel MDR il fabbricante deve inoltre ridurre i rischi secondo la gerarchia dell'Allegato I e considerare il rapporto benefici-rischi. Per questo, ottenere una casella “verde” in una matrice non è da solo sufficiente a dimostrare la conformità europea.⁠[3]

06 · Riduzione del rischio

Misure di controllo: prima il progetto, poi le protezioni, infine le informazioni

La scelta delle misure di controllo non dovrebbe partire dall'etichetta. Sia la logica della ISO 14971 sia l'Allegato I del MDR privilegiano soluzioni che eliminano o riducono il rischio alla fonte. Le informazioni di sicurezza sono importanti, ma rappresentano il livello successivo quando il rischio non può essere adeguatamente eliminato attraverso il progetto o le protezioni.⁠[3][7]

1. Sicurezza intrinseca

Modificare progettazione, materiali, software, architettura, parametri o processo produttivo per rimuovere il pericolo o ridurre probabilità e conseguenze.

2. Misure di protezione

Barriere fisiche o tecniche, interlock, allarmi, controlli, limitazioni automatiche e altre protezioni quando il rischio non può essere eliminato alla fonte.

3. Informazioni per la sicurezza

Avvertenze, precauzioni, controindicazioni, istruzioni e formazione quando pertinenti. Devono essere coerenti con l'etichettatura e le IFU.

Verifica dell'efficacia

Dopo aver introdotto una misura bisogna verificare non solo che sia stata implementata, ma anche che riduca realmente il rischio previsto e non generi nuovi problemi.

Quando un rischio residuo deve essere comunicato all'utilizzatore, l'informazione va progettata in modo coerente con usabilità, formazione, ambiente d'uso e caratteristiche degli utenti. Inserire una lunga lista di avvertenze non sostituisce la riduzione del rischio attraverso la progettazione.

07 · Evidenze documentali

Risk Management File: quali documenti servono secondo ISO 14971?

Il Risk Management File non deve essere necessariamente un singolo PDF. È l'insieme organizzato delle registrazioni che permettono di ricostruire il processo e collegare pericoli, valutazioni, controlli, verifiche e informazioni successive. I documenti possono trovarsi in sistemi diversi, purché siano identificabili e tracciabili.

Risk Management Plan
Definisce il perimetro del lavoro, ruoli e responsabilità, criteri di accettabilità, attività di verifica, metodo per il rischio residuo complessivo e modalità di raccolta delle informazioni di produzione e post-produzione.
Risk Analysis
Contiene caratteristiche rilevanti per la sicurezza, pericoli, sequenze di eventi, situazioni pericolose, possibili danni e stime dei rischi. Può integrare FMEA, FTA, HAZOP o altre tecniche quando adeguate.
Risk Evaluation e Risk Control
Documentano le decisioni rispetto ai criteri stabiliti, le misure selezionate, la verifica della loro implementazione ed efficacia e la valutazione dei rischi residui.
Overall Residual Risk Evaluation
Valuta il rischio residuo complessivo del dispositivo dopo l'applicazione dei controlli, considerando i benefici attesi e le informazioni disponibili.
Risk Management Review / Report
Conferma che il piano sia stato eseguito, che il rischio residuo complessivo sia stato valutato e che siano predisposti i metodi per raccogliere e riesaminare dati dal campo.
Production e Post-production Information
Raccoglie e valuta informazioni rilevanti da produzione, non conformità, reclami, assistenza, incidenti, letteratura, PMS, PMCF e altre fonti capaci di modificare il profilo di rischio.

FMEA non è sinonimo di ISO 14971. Una FMEA può essere molto utile per analizzare modi di guasto, ma il processo ISO 14971 deve considerare anche pericoli e situazioni pericolose che non dipendono da un guasto, uso scorretto ragionevolmente prevedibile, rischio residuo complessivo e dati post-market.

08 · Collegamenti regolatori

ISO 14971 e MDR: collegamento con ISO 13485, valutazione clinica e PMS

Il MDR richiede che la gestione del rischio sia parte della documentazione tecnica e venga mantenuta durante il ciclo di vita. L'Allegato II collega esplicitamente la documentazione alle soluzioni adottate e ai risultati del risk management, mentre l'Allegato XIV collega valutazione clinica e PMCF alla continua accettabilità dei rischi e del rapporto benefici-rischi.⁠[3][8]

ISO 14971 + ISO 13485

ISO 13485 struttura il sistema di gestione per la qualità; ISO 14971 struttura il processo di gestione dei rischi del dispositivo. Sono standard distinti ma operativamente interconnessi, soprattutto in progettazione, modifiche, fornitori, CAPA, reclami e post-market.

Rischio + valutazione clinica

I rischi identificati orientano le domande cliniche da verificare; i dati clinici possono confermare o modificare stime, benefici e rischi residui. Le due attività devono quindi rimanere coerenti.

Rischio + PMS/PMCF

Reclami, incidenti, trend, letteratura e PMCF alimentano il risk management. Se emergono nuovi pericoli o frequenze diverse da quelle stimate, possono essere necessari aggiornamenti di controlli e documentazione.

Rischio + informazioni di prodotto

Controindicazioni, avvertenze e precauzioni devono derivare da rischi realmente identificati e restare coerenti con documentazione tecnica, etichettatura e istruzioni d'uso.

Questa integrazione è importante anche quando il dispositivo sembra semplice o appartiene alla classe I: la bassa classe regolatoria non elimina il processo di gestione del rischio. La profondità delle analisi e delle evidenze deve essere proporzionata al dispositivo e ai rischi effettivi.

09 · Software e aggiornamento 2026

ISO 14971 per software medicale, cybersecurity e dispositivi con machine learning

ISO 14971 si applica anche al software come dispositivo medico. I rischi possono riguardare errori algoritmici, perdita o alterazione di dati, disponibilità della funzione, interfaccia utente, configurazioni, aggiornamenti e interazioni con sistemi esterni. La cybersecurity entra nel risk management quando una minaccia o vulnerabilità può determinare un danno o compromettere sicurezza e prestazioni.

Nel giugno 2026 ISO ha pubblicato ISO/TS 24971-2:2026, guida dedicata all'applicazione della ISO 14971 ai dispositivi medici abilitati da machine learning. Il documento è complementare a ISO 14971 e ISO/TR 24971 e dichiara di non applicarsi ai dispositivi ML che impiegano large language model o IA generativa.⁠[6]

Perché è rilevante: l'aggiornamento 2026 non sostituisce ISO 14971:2019. Aggiunge indicazioni per un sottoinsieme specifico di tecnologie ML, mentre la norma base resta il riferimento generale per il processo di gestione del rischio.

10 · Esempio semplificato

Esempio di analisi ISO 14971: dal pericolo al rischio residuo

Consideriamo, a solo scopo didattico, un dispositivo elettronico che eroga una terapia secondo un parametro impostato dall'utilizzatore. L'esempio mostra la logica di collegamento tra eventi e controlli; valori numerici e criteri reali devono essere definiti per il singolo dispositivo.

Catena di rischio semplificata
ElementoEsempio
PericoloEnergia o quantità terapeutica erogata in modo non corretto.
Sequenza di eventiErrore di impostazione o malfunzionamento → comando non intercettato → erogazione fuori dal limite previsto.
Situazione pericolosaIl paziente riceve una quantità non corretta durante il trattamento.
Possibile dannoEffetto clinico indesiderato, la cui gravità dipende dalla terapia, dal paziente e dalla deviazione.
ControlliLimiti di impostazione, verifica software, controllo indipendente, allarme, progettazione dell'interfaccia e istruzioni pertinenti.
Rischio residuoNuova stima dopo l'applicazione e la verifica dei controlli, con valutazione rispetto ai criteri definiti.

L'analisi non deve fermarsi alla singola riga: occorre verificare che un controllo non generi nuovi rischi. Per esempio, un allarme troppo frequente può favorire una risposta inadeguata dell'utilizzatore; una protezione software può introdurre nuove condizioni di guasto; un'avvertenza può essere inefficace se non è comprensibile nel contesto d'uso.

11 · Verifica operativa

Checklist ISO 14971: cosa controllare prima di chiudere il risk management

Questa checklist è una sintesi pratica e non sostituisce la norma. Serve per individuare rapidamente documenti scollegati o passaggi incompleti.

  • Destinazione d'uso, utilizzatori, popolazione e ambiente sono coerenti con fascicolo, clinica, etichetta e IFU.
  • Il Risk Management Plan identifica responsabilità, criteri di accettabilità, metodi di verifica e attività post-market.
  • Pericoli, sequenze di eventi, situazioni pericolose e danni sono distinti e tracciabili.
  • Le stime di probabilità e gravità hanno una base documentata o, quando la probabilità non è stimabile in modo affidabile, la gestione è motivata.
  • Le misure di controllo seguono una gerarchia coerente e sono state verificate per implementazione ed efficacia.
  • I rischi residui e il rischio residuo complessivo sono stati valutati e collegati ai benefici attesi.
  • Valutazione clinica, usabilità, verifiche di progetto e altre evidenze sono coerenti con il profilo di rischio.
  • Le informazioni per la sicurezza presenti su etichetta e IFU corrispondono ai rischi residui che devono essere comunicati.
  • Reclami, PMS, PMCF, vigilanza, CAPA e modifiche alimentano un meccanismo documentato di aggiornamento.
  • Il Risk Management Review/Report dimostra che il processo previsto è stato completato e che il ciclo continua dopo l'immissione sul mercato.

Sette errori frequenti nell'applicazione della ISO 14971

  • Usare soltanto una FMEA e considerarla equivalente all'intero processo di risk management.
  • Valutare soltanto i guasti, ignorando pericoli presenti anche in condizioni di funzionamento normale.
  • Definire soglie numeriche arbitrarie senza una politica o una giustificazione coerente.
  • Saltare direttamente alle avvertenze invece di valutare prima soluzioni di progettazione e protezione.
  • Separare rischio e valutazione clinica, producendo documenti che descrivono benefici e rischi in modo incoerente.
  • Congelare il file dopo la marcatura CE e non usare i dati provenienti dal mercato per aggiornare stime e controlli.
  • Confondere l'uso della norma con una certificazione: applicare ISO 14971 serve a strutturare il processo; non produce da sola un certificato di conformità del dispositivo.
12 · Cluster Arcadia MED

ISO 14971 nel percorso MDR: approfondimenti collegati

La gestione del rischio dialoga con gli altri elementi della conformità. Per evitare duplicazioni, questa guida approfondisce ISO 14971 e rimanda alle pagine dedicate per gli aspetti regolatori specifici.

Arcadia MED · Supporto tecnico e regolatorio

Dalla matrice dei rischi a un processo ISO 14971 collegato al dispositivo reale

Applicare ISO 14971 significa far dialogare progettazione, test, clinica, qualità, informazioni di prodotto e dati post-market. Arcadia MED affianca fabbricanti e aziende medicali nella strutturazione e revisione della gestione del rischio, verificando coerenza con documentazione tecnica, MDR/IVDR, ISO 13485 e attività successive alla marcatura CE.⁠[9]

Il supporto può partire da una gap analysis del Risk Management File esistente oppure dalla definizione del processo per un nuovo dispositivo. Le decisioni regolatorie e la responsabilità sulla conformità restano in capo ai soggetti previsti dalla normativa.

Arcadia MED, supporto per ISO 14971 e gestione del rischio dei dispositivi medici

Gestione del rischio, documentazione tecnica e sistemi qualità nello stesso percorso Medical.

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13 · Domande frequenti

FAQ sulla ISO 14971 e la gestione del rischio

Qual è l'ultima versione della ISO 14971?

L'edizione internazionale corrente è ISO 14971:2019, confermata da ISO nel 2025. In Italia è in vigore la UNI CEI EN ISO 14971:2022, che recepisce EN ISO 14971:2019 e A11:2021.⁠[1][2]

ISO 14971 è obbligatoria per il MDR?

Le norme armonizzate sono volontarie. Tuttavia EN ISO 14971:2019 con A11:2021 è citata nella Gazzetta ufficiale UE a sostegno del MDR e il suo utilizzo può conferire presunzione di conformità per i requisiti coperti. Se il fabbricante utilizza metodi alternativi, deve comunque dimostrare il rispetto dei requisiti regolatori applicabili.⁠[3][4]

ISO 14971 prevede una certificazione?

ISO 14971 è una norma di processo per la gestione del rischio e non è un sistema di gestione certificabile nello stesso senso della ISO 13485. La sua applicazione produce evidenze documentali a supporto della conformità del dispositivo, ma non equivale da sola a una certificazione MDR o a un certificato CE.

Una FMEA è sufficiente per essere conformi alla ISO 14971?

No. La FMEA può essere una tecnica utile all'interno dell'analisi, ma ISO 14971 richiede un processo più ampio: pianificazione, analisi dei pericoli, valutazione, controllo, rischi residui, riesame e monitoraggio delle informazioni di produzione e post-produzione.

La ISO 14971 impone una matrice 5x5?

No. La norma richiede criteri oggettivi di accettabilità, ma non prescrive una specifica matrice, un numero fisso di livelli o un unico metodo numerico. Il metodo deve essere definito e giustificato in funzione del dispositivo e del contesto.

Il Risk Management File deve essere un unico documento?

No. Può essere un insieme di documenti e registrazioni collegati tra loro. L'elemento essenziale è la tracciabilità: deve essere possibile ricostruire il percorso dal pericolo alle decisioni, ai controlli, alle verifiche e agli aggiornamenti post-market.

La gestione del rischio deve essere aggiornata dopo la marcatura CE?

Sì. Il MDR definisce la gestione del rischio come un processo continuo e iterativo durante l'intero ciclo di vita. Dati di PMS, PMCF, reclami, incidenti, produzione, letteratura e modifiche possono cambiare il profilo di rischio e richiedere aggiornamenti.⁠[3]

ISO 14971 si applica anche a software e IVD?

Sì. ISO indica espressamente che la norma riguarda anche software come dispositivo medico e dispositivi medico-diagnostici in vitro. Per i dispositivi con machine learning, nel 2026 è stata inoltre pubblicata ISO/TS 24971-2:2026 come guida complementare per i rischi specifici del ML.⁠[1][6]

Fonti normative e tecniche

  1. ISO - ISO 14971:2019, Medical devices - Application of risk management to medical devices. Edizione 3, pubblicata nel 2019 e confermata nel 2025.
  2. UNI - UNI CEI EN ISO 14971:2022. Recepimento italiano in vigore di EN ISO 14971:2019 e A11:2021.
  3. EUR-Lex - Regolamento (UE) 2017/745, testo consolidato. In particolare articolo 8 e Allegato I, punti 1-4.
  4. EUR-Lex - Decisione di esecuzione (UE) 2021/1182, versione consolidata 17 giugno 2026. Elenco delle norme armonizzate a sostegno del MDR, compresa EN ISO 14971:2019/A11:2021.
  5. ISO - ISO/TR 24971:2020. Guida non normativa all'applicazione della ISO 14971.
  6. ISO - ISO/TS 24971-2:2026. Guida all'applicazione della gestione del rischio ai dispositivi medicali con machine learning.
  7. Commissione europea - MDCG 2024-5. Richiami al risk management, ai criteri di accettabilità e alle misure di controllo nel contesto delle indagini cliniche.
  8. EUR-Lex - MDR, Allegato XIV. Valutazione clinica e PMCF, compresa l'interfaccia con la gestione del rischio.
  9. Arcadia MED - servizi per dispositivi medici. Gestione del rischio, documentazione tecnica, MDR/IVDR, ISO 13485 e attività post-market.

Contenuto informativo aggiornato al 21 settembre 2026. Per applicare ISO 14971 a un dispositivo specifico occorre verificare il testo della norma, i requisiti regolatori applicabili, la destinazione d'uso, le caratteristiche del prodotto e i mercati interessati.